Partiamo da noi, partiamo da qui: in 130 a Clavesana significa che non siamo marginali!

“Come possiamo aiutare le nuove generazioni a riappropriarsi della nostra Terra”. Così recita il sottotitolo dell’incontro organizzato “Da terra marginale a terra originale” ospitato l’11 gennaio presso le ex scuole elementari delle Surie a Clavesana, promosso dal “Mercato dei contadini delle Langhe”, la “Cantina Clavesana” il centro studi della Fondazione “Cassa di risparmio di Cuneo” e l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

A chi è solito frequentare questo tipo di appuntamento sarà saltato agli occhi l’assenza di un segno grafico che di solito regna sovrano in questo casi, ovvero il punto interrogativo alla fine della frase. Non una dimenticanza, ma una constatazione, poiché la questione non è se si possa aiutare i giovani a riappropriarsi della terra e nemmeno come. Il punto è solo dove trovare le energie per attuare le soluzioni necessarie a rendere una terra marginale, come la zona che scorre tra Ceva e Cherasco, in un territorio originale, ovvero con una propria identità, in cui coltivare la biodiversità.
Per comprendere il quadro in cui collocare l’ambizioso progetto, l’incontro di Clavesana si è affidato a interventi di relatori di spicco, i quali, moderati dal giornalista e presidente dell’associazione stampa enogastroalimentare della Toscana, Stefano Tesi, ognuno per la propria parte, hanno arricchito la discussione che, nel finale, ha chiamato in causa anche il pubblico, oltre 130 persone, tra produttori, consumatori, amministratori, comunicatori. Sono intervenuti Piercarlo Grimaldi, rettore dell’Univesità di Scienze gastronomiche di Pollenzo, Alessandro Mortarino, cordinatore nazionale del forum “Salviamo il paesasggio”, la ricercatrice Paola Migliorini e Furio Vannucci, vicepresidente della Confederazione italiana liberi agricoltori.
Anna Bracco, direttore della Cantina Clavesana, ha condiviso con i presenti un dato allarmante: all’interno del solizio da lei diretto le proiezioni indicano che 17 aziende rischiano di chiudere entro 5 anni perchè non c’è ricambio generazionale. Nessuno ha negato che fare agricoltura oggi sia difficile, soprattutto se si cerca di farne la fonte principale del proprio reddito. A conferma di ciò si sono potute apprezzare le testimonianze di alcuni giovani i quali hanno intrapreso, non senza fatica e in misura non ancora preponderante, la via del lavoro della terra. Sono poi stati presentati due progetti che testimoniano come si possa passare dalla teoria alla pratica: un esempio arriva dalla Germania e dimostra come sia possibile finanziare giovani agricoltori e con essi riattivare il tessuto rurale coinvolgendo la comunità locale, l’altro dalla Emilia Romagna e testmonia come privati cittadini abbiano finanziato il ritorno alla Terra di giovani contadini.
L’ultimo tassello, prima del pranzo e dei laboratori di approfondimento pomeridiano, è stato quello della presentazione del progetto “Da Terra Marginale a Terra originale”, da parte di Fabio Palladino, portavoce dell’associazione Mercato dei contadini della Langhe.
E’ emersa l’esigenza di lavorare insieme, in rete, per creare le condizioni ambientali ed economiche affinchè chiunque oggi abbia in progetto di realizzare un’impresa agricola sostenibile possa trovare buone opportunità e facilitazioni comuni, nel suddetto comprensorio, prevalentemente rurale di circa 40 comuni, un bacino di circa 100mila abitanti e relativi flussi turistici.

 

 

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